Quell'America che ama con passione Donald (Giugno 2017)

 

Quell'America che ama con passione Donald

 Donald Trump

"Noi non ci rendiamo conto che qui a Washington, in questo momento, stiamo vivendo in una mini sfera che nulla ha a che vedere con il resto del continente Stati Uniti."

Così tra un pezzo di pollo allo spiedo e una forchettata di broccoli,  Carlo, alto dirigente di una società con sede a San Louis (Missouri), ci descrive l'America  nella quale lui vive e lavora cinque giorni la settimana per poi ritornare a Washington  DC.

La sua è un'America  composta da persone incredibilmente  incolte, incapaci di identificare in un mappamondo dove si trova l'Europa per non parlare dell'Italia.

"Ho dovuto farmi un esame di laboratorio. L'infermiera, una tipa sui 40, mi ha chiesto da quale parte del mondo venissi. Le ho detto che ero italiano. A questo punto le ho anche domandato se fosse mai andata in viaggio all'estero. Mi ha detto che lei non era mai uscita in quarant'anni da San Louis.

Qui ci sono persone che per andare in un altro Stato confinante devono fare programmi di mesi.

Negli Stati Uniti  solo il 20% della popolazione ha varcato i confini. Sia pure per andare in Canada o Messico  oppure ai Caraibi.

Quando arrivo a San Louis inevitabilmente parlo con il tassista  che mi porta a casa. Non ne ho trovato uno che non fosse entusiasta di Donald Trump.

Tutti da quelle parti hanno votato per il palazzinaro e guai a toccarglielo perché si rischia una rissa.

Per cui è meglio far finta di niente ed evitare di portare la conversazione su argomenti di carattere politico.

Per molta gente Donald Trump rappresenta tutto quello che loro non potranno mai raggiungere: successo, quattrini a palate, mogli bellissime, e quel modo di infischiarsi di tutto e di tutti perché si ha in mano il potere economico.

Da qui a dire  che la stessa tecnica di comportamento possa essere tenuta anche alla Casa Bianca ne corre parecchio.

Ma per questa gente le accuse, i tentativi di impicciare il presidente, la connivenza con  le autorità russe  che hanno manipolato direttamente o indirettamente  le elezioni presidenziali americane, sono soltanto delle menzogne inventate  dalla cricca mediatica manipolata a sua volta dal movimento anti Donald Trump.

E del resto le loro fonti di informazione sono soltanto la Fox News che giudicano assolutamente più veritiera  della Cnn e di MSNBC."

Quanto sostiene Carlo trova ampia conferma negli approfondimenti che la Cnn ha cominciato a trasmettere dagli Stati  nei quali la grande maggioranza  di voti e' andata a Donald Trump.

Un'America fondamentalmente divisa  nella quale una larga componente si congratula con se stessa per avere distrutto con Trump tutto quanto fatto da quel 'negro' della Casa Bianca, accusato di ogni turpitudine dall'attuale inquilino della dimora washingtoniana che, (in troppi lo hanno dimenticato), è stato quello che anni fa ha fatto una campagna totale contro Barack Obama accusandolo di avere falsificato il proprio certificato di nascita e di non essere cittadino americano in quanto nato in Africa.

Tonnellate di fandonie orchestrate con il supporto di amici imprenditori. Il tutto nella convinzione  che bisognasse eliminare quel nero che stava ricreando una coscienza sociale a milioni di consimili i quali invece dovevano  e devono rimanere una sottospecie sociale secondo il comune sentimento di milioni di americani di estrema destra.

E poi ci vengono a dire che le ferite della guerra civile dopo il 1865 si sono rimarginate.

Oscar

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