Lo sputtanamento delle agenzie di intelligence americane (Luglio 2017)
Lo sputtanamento delle agenzie di intelligence americane
Forse tra 50 anni si potrà sapere quale fosse il contenuto dell'incontro al G 20 tra il presidente Putin e Donald Trump.
Desta un certo sospetto il fatto che Donald Trump abbia molto insistito perché questo incontro bilaterale tra le due superpotenze avvenisse solo alla presenza dei ministri degli esteri.
Nelle due ore e un quarto di conversazione i due avranno avuto anche modo di discutere soprattutto della cancellazione delle sanzioni applicate alla Russia per il suo intervento in Ukraina e che Putin ritiene elemento fondamentale per una semplificazione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia.
E qualche maligno pensa anche che vi sia stato spazio per impostare la conclusione di importanti business che riguardano l'esplorazione di grandi nuovi giacimenti petroliferi e di gas in Russia.
Del resto la presenza del segretario di Stato americano fino a ieri il boss della EXXON e da sempre in ottimi rapporti con lo stesso Putin qualche motivo di preoccupazione è naturale che lo dia.
Ma si tratta di speculazioni.
Basiamoci invece sui fatti: nel suo viaggio in Polonia Donald Trump non ha mancato di infierire pubblicamente sulle agenzie di intelligence degli Stati Uniti.
Ha ripetuto una gag che riguardava la dichiarazione fatta dall'allora segretario di Stato Colin Powell alle Nazioni Unite nella quale affermo' che l'Iraq di Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa.
Si disse a discolpa dell'amministrazione del tempo che la colpa di quelle informazioni fasulle era da attribuirsi alla C.I.A.
In effetti si trattò di una forzatura delle informazioni dubitative della C.I.A. voluta da Rumsfeld e dal vice presidente Dick Cheney.
Ma pubblicamente in Polonia, a Varsavia, il presidente degli Stati Uniti si è distinto nello sputtanare una delle principali agenzie di intelligence.
Aggiungendo poi, rispondendo ad un'altra domanda, che non era vero che tutte le 17 agenzie di investigazione americane avessero dichiarato che i russi avevano effettivamente manipolato i risultati delle elezioni presidenziali americane dell'8 novembre 2016.
Donald Trump ha aggiunto nel suo discorso di Varsavia che al massimo potevano essere tre o quattro agenzie ad aver fatto questa dichiarazione.
Come cittadino americano devo dire ai miei elettori che questo comportamento mi ha profondamente disgustato perché è compito primario del presidente della superpotenza americana lasciare ogni polemica domestica nel momento in cui rappresenta il paese di cui ha l'onore di essere il massimo esponente.
Quanto all'onore, ha creato molto disappunto il fatto che Donald Trump abbia dichiarato di sentirsi molto onorato per aver incontrato Vladimir Putin.
Al massimo avrebbe potuto usare la classica formula che suona: "Sono molto lieto di aver incontrato il signor tal dei tali".
Ma non si può pretendere più di tanto da un personaggio il cui bagaglio linguistico è composto al massimo da 200 parole in gran parte superlativi assoluti.
Oscar
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