Lettera aperta a Biden e Trump (Aprile 2019)

 

Lettera aperta a Biden e Trump



Gentile senatore, ex vicepresidente Joe Biden,

consenta a un elettore del partito democratico di esprimerle il proprio sommesso parere per quanto da lei dichiarato recentemente.

Sette donne che a vario titolo sono state a lei vicine negli anni passati hanno dichiarato pubblicamente che le sue smancerie affettuose e debordanti, confermate da imbarazzanti foto, avevano occupato impropriamente il loro spazio fisico.

Questa iniziativa, in un paese in cui non si fanno prigionieri non solo nelle campagne politiche ma anche nelle attività economiche commerciali, sarà stata giudicata da lei a torto o a ragione come un patente sgambetto nel caso in cui lei volesse confermare, come si dice, la sua candidatura alle prossime primarie presidenziali del partito democratico.

Lei ha reagito assumendosi la responsabilità della sua eccessiva gestualità, giustificata secondo il suo punto di vista da un contesto socioculturale che ormai e' cambiato e di cui lei rende conto.

Ma successivamente non si è scusato per questi suoi passati comportamenti ma ha voluto metterla sull'ironico facendo incavolare il pianeta donna, quanto mai allertato su ogni minimo atteggiamento che può confliggere con la cultura @metoo dilagante.

Secondo noi si tratta di un pesante incidente di percorso che potrà costarle molto caro nel caso in cui nei prossimi giorni volesse confermare la sua candidatura.

Sulla quale comunque nutriamo forti perplessità alla luce anche di quanto successivamente dichiarato prima di un comizio preelettorale.

Lei, vicepresidente Biden, ha detto papale papale che non si riconosce più nel partito democratico attuale troppo spostato sulla sinistra e lo ha detto compiacendosi di essere rappresentante di un partito democratico da lei definito Obama-Biden anche se in questa icona lei ha incluso di forza l'ex presidente Barack Obama che non sappiamo quanto lieto possa essere al riguardo.

Con questa sua dichiarazione, sulla quale hanno messo la sordina le televisioni libertarie per sua fortuna, lei ha sferrato un calcio nelle pudenda degli altri 17 candidati alle primarie democratiche, in maggioranza gentili donzelle.

A nostro vedere si tratta di una cattiveria che non depone a suo favore.
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Passando ad un altro settantenne, il presidente Donald Trump, ci permettiamo indirizzargli quanto segue con assoluto rispetto per la sua malmenata posizione istituzionale:

Gentile Signor presidente,
ogni giorno cerchiamo di dipanare la confusione ermetica nella quale lei avvolge la sua missione presidenziale.

Comprendiamo che non deve essere facile attendere che, nonostante il suo remare controcorrente, il famoso rapporto Mueller sia in qualche modo reso di pubblico dominio. A detta di chi ci ha lavorato sembra che vi siano sostanziali ragioni per coinvolgerla in un'accusa di collusione con la Russia maturata durante la campagna presidenziale del 2016.

C'è poi la perentoria richiesta istituzionale da parte dei democratici perché siano rese pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi per un arco di circa sette anni, fatto questo che lei e i suoi avvocati, ha sempre rifiutato di ostendere.

Dopo tutto il casino fatto con il maledetto muro sul confine messicano che sembrava dovesse essere il filo di Arianna al quale erano appesi tutti i destini degli Stati Uniti, adesso lei dichiara che consentirà al Messico una proroga di almeno un anno per mettere a posto le cose.

Recentemente, anche se 'de minimis non curat praetor', lei ha dichiarato che suo padre è nato in Germania, al che tutti i media si sono precipitati a sconfessarla sostenendo, documenti alla mano, che suo padre è nato a New York.

Ogni giorno lei inventa qualche storia sulla quale i media nazionali ed internazionali ricameranno per almeno 24 ore.

È stato accertato che lei ha mentito con solenni fandonie per oltre 22 volte negli ultimi tempi.

Chi spende il suo tempo ad analizzare i suoi comportamenti passati e presenti magari scrivendoci un libro sostiene che si tratta di una tecnica da lei e dai suoi predecessori usata per disorientare la platea dei suoi oppositori e nel contempo alimentare l'inconscio sentimento di passione dei suoi fanatici sostenitori che tutto le giustificano comprese le patenti balle.

A meno che nei prossimi mesi non scaturiscano per lei grossi problemi con la giustizia, lo abbiamo scritto ma lo confermiamo che siamo convinti che nel 2020 lei sarà riconfermato per altri quattro anni.

Il nostro barbiere, il famoso Diego, ci ha detto che molti dei suoi clienti sono trumpiani perché questo presidente li diverte con i suoi atteggiamenti incontrollabili e comunque al di fuori di ogni etichetta presidenziale.

Si aggiunga che l'economia continua a tirare e come diceva James Carville, consulente di Bill Clinton,  "It's the economy stupid!", la gente vota con il portafoglio in mano.

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