Ave Corona Virus, Morituri te salutant ! (Marzo 2020)

 

Ave Corona Virus, Morituri te salutant !


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Non ci vuole molto a sostenere che chi si avvicina agli 80 (oppure li ha superati) ha delle aspettative di vita molto ridotte.

Però devo confessare a chi legge questo blog che il clima che è stato generato intorno agli anziani che tirano le cuoia (oppure si spera che si levino di mezzo quanto prima) mi disturba non poco.

Capisco perfettamente che parlare di vecchi oggi è un tema assolutamente improprio.

Viviamo in una atmosfera, tipica delle società occidentali, che ha rimosso da tempo l'anziano, il vecchio, perché disturba e mette a rischio il giovanilismo culturale che per due generazioni ci è stato propinato a piene mani.

Qui negli Stati Uniti l'anziano è stato estrapolato dalla società consumistica e piazzato, sempre che ne abbia le disponibilità finanziarie, in case di riposo a 8000 dollari al mese. E piu'.

Chi non si può permettere queste cifre è destinato a morire o in strada (come altre centinaia di migliaia di senza tetto) oppure nelle nursery che ricordano i gironi infernali di Dante.

I vecchi ingombrano, occupano letti negli ospedali che potrebbero essere destinati invece ai giovani in emergenza, obbligano l'Inps a pagare pensioni e soprattutto, quando scattano le vacanze, sono un peso per i familiari che non sanno dove piazzarli. E li mandano nei pronto soccorso.

I cinesi saranno pure una dittatura ma vivono in una dimensione millenaria di autentico rispetto per gli anziani dei quali si cerca il parere e il suggerimento, ai quali si dedica gran parte del proprio tempo per assisterli nei momenti difficili della conclusione della loro vita.

È stata creata una Rupe Tarpea dalla quale si vorrebbero buttar di sotto quelli che si permettono di avere delle vite troppo prolungate.

Il bello è che alla Casa Bianca c'è uno che ha 73 anni, mentre i suoi più diretti competitori democratici sono due ragazzi di 78 e 77 anni.

In Italia l'unico uomo politico di grande spessore, il presidente Mattarella, ha 78 anni anche lui.

Papa Francesco 83 anni.

Siamo terrorizzati per le dichiarazioni fatte da alcuni medici italiani che hanno dovuto confessare di aver lasciato morire qualche vecchio pur di riservare un ventilatore ad ossigeno a qualche giovane o meno giovane.

Chi scrive è un reduce dell'Asiatica,  presa nel 1956 che lo ha convinto a farsi fare il vaccino antinfluenzale ogni anno.

Non ci sto ad essere buttato via soprattutto se mi paragono a moltitudini di cosiddetti giovani che sono zombie creati da due generazioni all'insegna del "tutto si compra e tutto si vende, a cominciare dal proprio corpo."

Non ci sto ad essere considerato un peso per la società perché noi anziani abbiamo dato molto.

Siamo sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale, ci siamo ritrovati in una nazione dilaniata dalla guerra civile, con la gente che veniva buttata nei forni industriali e decine di migliaia di "segnorine" che affollavano la pineta di Tombolo per tenere alto il morale dei 50.000 soldati americani sbarcati a Livorno, disertori compresi.

'La Pelle' di Malaparte e' stata dimenticata.

La prima giacca mi è stata cucita utilizzando una vecchia coperta.

A scuola ci siamo imbattuti in insegnanti che tramandavano il loro profondo sapere condito dalla pena di dover tirare avanti con miseri stipendi.

Noi, vecchi, quell'Italia piena di rovine morali e fisiche l'abbiamo rimessa in piedi. Studiando, lavorando, facendo mille mestieri, sorridendo perche' il futuro ci sembrava radioso, rispetto a quello che avevamo passato.

Il massimo dell'eccesso giovanile poteva essere la Goliardia e non certo giocare ad attraversare le arterie stradali mettendo a repentaglio la vita, dopo aver fatto il pieno di alcol nei baretti 'happy hours".

Adesso si parla tanto di noi italiani nei media di tutto il mondo.

Si dà il caso che siamo riusciti a competere quanto a gravità dell'infezione generalizzata occupando stabilmente il primo posto mondiale nella graduatoria dei malati e dei morti.

Fanno ancora notizia, ma per poco, le schitarrate dei balconi e il patriottismo da stadio che in molti da queste parti suscita domande del tipo: "Ma che avranno mai da festeggiare?"

Ed e' tutta una profusione di articolesse sulla stampa italiana che ci spiegano che il popolo italiano riscopre di appartenere ad una grande e rispettabile nazione soltanto nei momenti drammatici che puntualizzano l'esistenza o in occasione di incontri calcistici di livello internazionale.

Ma poi questo vostro vecchio accidioso che semina giudizi critici si scioglie in un abbraccio vero e non digitale  dedicato a quei medici, infermieri, forze di polizia che rischiano (loro si') la propria vita per cercare di contenere il diffondersi dell'infezione, salvando migliaia di persone.

E visto che, nonostante gli 80 superati, il vostro redattore riesce ancora a cantare e suonare la chitarra, questo balcone digitale lo inviamo alla nostra amata Patria lontana.

Oscar

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