Ci proveremo, ma non sara' facile....
Gentile Presidente Eletto Joe Biden:
Dalle
11:20 di questa mattina, 7 novembre 2020, un caldo sabato autunnale, la
conclusione dei conteggi dei voti negli Stati incerti le ha consentito
di superare la fatidica soglia dei 270 elettori rispetto ai 214
totalizzati dal suo avversario residente alla Casa Bianca.
Le
televisioni continuano a mostrare l'ammassamento di folle spontanee a
cominciare da quelle che fronteggiano la sua prossima dimora a
Washington.
Sono soprattutto giovani pieni di energia che ballano
e cantano; credo che per lei, Signor Presidente, questa sia la più
bella gratificazione a conclusione (quasi) di una lunga, stressante,
insopportabile campagna elettorale.
Nei suoi Twitter e discorsi
Lei insiste sul fatto che il suo impegno sarà dedicato alla
riappacificazione delle due Americhe che sono oggi radicalmente
polarizzate, non riescono più a dialogare in maniera civile, si
ammantano di odio reciproco.
Chi le scrive appartiene con
orgoglio agli oltre 75 milioni di cittadini americani che hanno voluto
dare la propria preferenza a Lei e alla senatrice Harris.
La sua
elezione non è che ci tranquillizzi completamente perché sappiamo bene
che il suo oppositore ce la metterà tutta pur di rendere impervia la sua
nomina a presidente degli Stati Uniti.
Al punto che non è da
escludere che si arrivi alla sua incoronazione ufficiale il 20 gennaio
con un'America guidata-si fa per dire-dalla bellezza di due presidenti.
Ma
riponendo nella fondina il mio insanabile pessimismo e facendo tesoro
di quanto mi ha detto un caro amico conservatore ("vedrai che tutto si
sanerà al più presto"), prendo atto del suo invito, Signor Presidente, a
riallacciare una consuetudine di civile vita democratica con i tanti
amici-conoscenti della colonia italiana-americana che hanno votato
Donald Trump.
Possiamo comprendere perché lo abbiano fatto
milioni di connazionali americani di scarsa cultura e innamorati di un
ottimo venditore televisivo.
Ci riesce un po' difficile
giustificare i milioni di latinos che nonostante il terrore e le miserie
causate dal signor Trump ai migranti dal centro sud America, hanno
votato a favore di Donald perché affascinati dalla sua perenne soap
opera fatta di miliardi di dollari (beato lui), di femmine ultra belle
anche se di incerta moralità (beato lui), ma soprattutto motivati questi
latinos dal: "è meglio che i migranti se ne stiano a casa e non vengano
a rompere gli zibidei a noi che già ci siamo fatti un mazzo così per
vivere e lavorare negli Stati Uniti."
Non comprendiamo i
milioni di donne che hanno dato il loro eccitato sostegno all'attuale
inquilino della Casa Bianca, nonostante la dichiarata e dimostrata
misoginia. Basterebbe ricordare la nota affermazione del signor Trump
secondo cui, quando si incontra una bella fanciulla, anziché stringerle
la mano è bene "Grab them by the pussy", ovvero: darle una manciata
nella parte pubica.
Qualcuno forte di conoscenze psicologiche e
psichiatriche mi ha detto che, in un mondo caratterizzato da un
sostanziale e crescente distacco dei sessi, l'infelicità di tante donne
di fronte all'incapacità e all'insicurezza del maschio ordinario, può in
qualche modo anche accettare il più volgare machismo.
Siamo
imbambolati nel constatare che Donald Trump ha avuto il sostegno di
milioni di cristiani evangelici che pregando Gesù, hanno implorato su
questo noto grande peccatore la mano divina per la conferma del suo alto
incarico.
Ma restano fuori da queste considerazioni quei nostri
amici-conoscenti di alto livello culturale e di sostanzioso portafoglio
finanziario e monetario che noi stimiamo molto.
Gli esperti mi
dicono che si tratta di manifestazioni e comportamenti determinati dalla
fascinazione del mitico profeta del momento.
Mi ricordano
l'amore italiano per Mussolini, mi ricordano la stima-orgoglio-dedizione
a tutti i costi dei tedeschi per il loro Adolf Hitler.
In un
mondo dominato dall'immagine, Donald Trump ha dimostrato per oltre
quattro anni (comprendendo anche la campagna elettorale del 2016) che il
linguaggio del corpo attuato da chi sa gestire la televisione può avere
un grande impatto su una audience a largo spettro nella quale chiunque
beve la sua immagine senza porsi alcun problema di verifica delle sue
affermazioni che vengono prese come dogmi da non discutere.
Insomma,
gentile zio Joe Presidente Eletto degli Stati Uniti: seguendo il suo
ripetuto monito cercherò nel mio piccolo di tornare a dialogare
civilmente con quei conoscenti amici sperando di trovare anche da parte
loro la voglia di rintuzzare le acidità della radicalizzazione che hanno
portato questa meravigliosa nazione a un livello di assoluta
incomunicabilità reciproca.
Auguri, Signor Presidente, per Lei,
per noi, per l'America e per le nazioni che guardano e continuano a
guardare agli Stati Uniti come a un faro ineguagliabile verso il porto
sicuro della vera democrazia.
Oscar
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